Pino dal Gal, la fotografia come ricerca. Geometrie, colori storie

di Veronica Zuccolin per Storie

Una mattina luminosa, in un caffé vicino a casa, a lato lo scorrere del fiume, scrivo. Nel tavolo a fianco, Pino dal Gal, prima di andarsene con gentilezza si avvicina incuriosito dal mio scrivere e iniziamo a parlare.

Un dialogare estremamente piacevole; si racconta con delicatezza: fotografo veronese, con importanti mostre a lui e dedicate, come Attimi sospesi, il fiume e altri racconti.

Mi accompagna nel suo modo di fotografare e nell’urgenza di comunicare temi “suoi” e con un registro  tutto suo, profondo. E mi introduce ai suoi “racconti fotografici” e immediatamente mi incuriosisco.

Storie con le immagini, con le sue fotografie. Ognuna un mondo a sé,

ed insieme formano qualcosa di piú grande, di unico.

Dalla sua creativitá nasce un percorso nuovo. Intenso e ricco potentemente comunicativo.  Mi soffermo e ne immagino come dei “piccoli film” con uno storyboard che Pino ha in mente, dentro di sé e che traduce nello studio prima e nella realizzazione poi degli scatti. Foto consequenziali, situazioni che raccontano, personaggi e forme colori che assumono una narrazione precisa ed evocativa.

Entro piano nel suo vastissimo mondo artistico. Mostre in Italia e all’estero, pubblicazioni e tanta tanta sperimentazione tra mondi e contaminazioni percorsi e viaggi, dentro le  persone nelle situazioni o  nei luoghi, diversi. Una storia, la sua, importante e in ricco e pieno fermento creativo.

Fotografie che spesso non sembrano tali,

sono quadri.

É una dimensione che dalla fotografia abbraccia la forma espressiva semplicemente, puramente artistica.
 

Temi diversi, ognuno ha uno spazio a sé; Pino vi entra, vive, ricerca, racconta e chiude. Esaurendo un tema dopo l’altro, dopo averlo espresso ed esplorato. Per lui spesso la fotografia é dare voce. E sceglie realtá che con il racconto fotografico  emergono. Lui , con le sue fotografie le porta alla luce.

Pino “gioca”, come i maestri possono fare, e lo fa con composizioni e scorci insoliti. E’ un gioco, attento e serio, concesso a chi conosce profondamente i meandri della fotografia e in tanti anni ha esplorato le sue molteplici possibilitá.

É una ricerca continua, quasi impellente, di cogliere “vita” e dettagli.

Giochi di geometrie, tagli ed inquadrature, e’ come lui “vede”. Punti di vista, che dicono di “un mondo”, di diversi mondi. Con occhio allenato a saper guardare dove altri non vedono. Sono colori e composizioni. I colori volutamente”spinti”, come parte del racconto stesso. Ricercati per venire fuori, quasi al limite. Parallelamente anche il mondo elegante, essenziale e quasi “eterno” dei bianco e neri.

Il “Racconto fotografico” di Pino, lo porta anche ad avventurarsi in paesaggi e situazioni, letteralmente e fisicamente. In alcuni scatti,  sembra esserne parte integrante del contesto. In altri ancora ci si perde ad immaginarsi dove ha potuto scattare, scegliere l’inquadratura. In alto per raccogliere tutto “in uno sguardo”, in una immagine.

Ironia, urgenza di comunicare, di mostrare e raccontare.

La realta” e’ spazio dove poter ricercare, e trovare, sperimentare e dire.

La natura, un soggetto importante della sua vena narrativa. Lui la immortala con un tono solamente suo. Nelle sue foto sembra che viva, e che si muova.

Pino e la sua fotografia, accompagnano profondamente, come incursioni di pensieri importanti e visoni. Accenti forti e delicati di colore come espressione dell’anima.

“Ogni attimo e’ diverso, quello che non hai scattato non tornerá, ci sará un altro scatto”

Un attento visionario dei nostri tempi.

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